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                                                                  FIERA DEI MORTI 2006

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SULLA FIERA DEI MORTI

la fiera dei morti

La Fiera dei Morti non è chiaramente realizzata solo con bancarelle e oggetti rivolti ai bambini, bensì come dicevamo è una fiera completa e pertanto è possibile ritrovarvi vettovaglie, indumenti e quant’altro tipico dei mercati. A Palermo veniva spesso dislocata alla Vucciria, tant’è che esiste una frase tipica “Sapiri la Vucciria” ossia conoscere che i regali dei morti non sono donati dai Defunti, bensì dai vivi. Questo detto tipico nasconde l’innocenza dei bambini che seppur a conoscenza dell’accaduto fingono di non “sapiri la Vucciria” al fine di ricevere i regali.
A Catania la Fiera dei Morti è allocata all'ingresso del porto lato faro, nel lungomare kennedy la sede storica .(ora palaghiaccio)nel lungomare. Pur non avendo nessun legame con la manifestazione viene da ricordare che la Playa fu scelta quale cimitero pubblico in occasione dell’epidemia di colera del 1837, immediatamente annullata per motivi di igiene pubblica.

31 ottobre

Il mese di novembre è sempre stato tradizionalmente un periodo ricco di fiere e eventi particolari in quanto agevolato dalle ricorrenze di Ognissanti e dei Morti che sancivano il riposo dal lavoro e contemporaneamente la fine di un ciclo agrario (con la conclusione delle semine) e un momento di approvvigionamento per affrontare l’inverno.
In Sicilia si credeva che, alla rinascita dei semi, i Defunti tornassero portando con loro fiori per far gioire i viventi e rallegrando i bambini con giocattoli, dolci e frutta secca.
La tradizione narra che nella notte tra 1 e 2 novembre i Morti lascino le loro dimore abituali per trafugare denaro, oggetti e dolci e consegnarli l’indomani ai bambini. L’evento assume pertanto dei processi rituali che coinvolgono le mamme per prime nell’atto di preparare la giusta atmosfera a stimolare nei bambini il senso di rispetto nei confronti dei Defunti insieme all’agitazione e la frenesia che tipicamente riveste il clima festivo.
I Morti assumono tradizionalmente aspetti diversi nei vari paesi siciliani. Ad Acireale giravano avvolti nel lenzuolo bianco, mentre in alcuni paesi etnei si trasformavano in formiche per poter entrare nelle case dei loro parenti da fessure e anfratti per non farsi vedere.
Capita spesso che le tradizioni si intreccino e scambino atti e manifestazioni tipiche. Infatti il Pitrè narra che in provincia di Catania, ma anche in altri luoghi siciliani, i bambini lascino le loro scarpe vecchie o le ciabatte in angoli della casa per ritrovare il 2 novembre un paio di scarpe nuove, o le scarpe piene di dolci e giocattoli oppure di cenere e carbone per i monelli, a modificare e anticipare la più nota tradizione che vuole dedicare queste attività alla Befana.

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